Uno dei luoghi meno conosciuti fra i tanti legati alla Santa Patrona, racconta invece di un grande miracolo, che ha segnato uno dei periodi più difficili per Catania. Nel marzo 1669 inizia la più grande eruzione di epoca storica dell’Etna, con un fiume di lava che dai Monti Rossi, sopra Nicolosi, si riversa su paesi e campagne, fino ad arrivare in città. Il magma giunge dinanzi alle mura e travolge anche un altarino dedicato a Sant’Agata, ma il quadro custodito al suo interno comincia prodigiosamente a galleggiare sul fiume di fuoco, guidandolo verso il mare e salvando così la città.

Oggi il dipinto miracoloso, che rappresenta Sant’Agata in Carcere, occupa la parete sopra l’altare della chiesetta a ricordare i fatti del lontano 1669.

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