Conquistata Catania dagli arabi, il Conte Ruggero d’Altavilla inizia la costruzione della nuova Cattedrale dedicata a Sant’Agata, una ecclesia munita inespugnabile, edificata riutilizzando i blocchi di pietra lavica provenienti dall’anfiteatro romano.

Danneggiata dai terremoti del 1169 e del 1693, verrà ricostruita dal Palazzotto prima e soprattutto dal Vaccarini, che ne realizzò la nuova facciata.
Al suo interno spiccano: la tomba di Vincenzo Bellini; la cappella della Madonna, in cui sono esposti i sarcofagi dei sovrani aragonesi di Sicilia; la Sagrestia dominata dal celebre affresco del Platania che raffigura la città durante la grande eruzione del 1669; la cappella di Sant’Agata, vero e proprio cuore della Cattedrale, che custodisce le reliquie della Santa Patrona all’interno della cosiddetta “cammaredda”.

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