Il fercolo di Sant’Agata è trainato da due grossi cordoni, lunghi 120 e 125 metri, con a capo le cosiddette maniglie: un vero e proprio “motore” umano a traino del fercolo, alimentato dalla passione dei devoti.

La differente lunghezza dei cordoni permette un miglior movimento in manovra, mentre in alcune occasioni vengono rimossi del tutto, per passare alla “propulsione a spinta”, o sostituiti da funi più corte.

Il cordone è considerato un oggetto sacro e per questo i devoti devono portare i guanti bianchi, elemento integrante dell’abito devozionale, per poterlo toccare. Allo stesso modo, lo spazio creato all’interno dei due cordoni è considerato sacro ed al suo interno i devoti si muovono a ritroso per non staccare lo sguardo dal busto reliquiario, intonando preghiere e canti.

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