La Porta Uzeda di Catania assume il nome della nobile casata di un viceré di Sicilia, ossia di uno dei reggenti dei sovrani spagnoli che governarono l’isola tra il 1412 e il 1830.

Il suo nome era Juan Francisco Pacheco Téllez-Girón, per l’appunto duca di Uzeda, ed esercitò il ruolo di viceré dal 1687 al 1696.

La Porta – aperta nelle mura cinquecentesche di Carlo V proprio quando il viceré era al termine del suo mandato – gli fu intitolata in segno di riconoscenza per il suo impegno nella ricostruzione della città, distrutta dal terremoto del 1693.

Una cronaca ottocentesca narra che la notizia della fine del suo viceregno riuscì lieta ai siciliani, ormai stanchi del suo governo rigido e intransigente.